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La coppia che scoppia

"Non lo/la amo più”. Quante volte abbiamo sentito dire queste parole prima o dopo la rottura di una coppia di amici! Cadiamo dalle nuvole: sembravano essere così felici! In realtà la stessa cosa è successa ai partners della coppia in questione: innamorati, si erano reciprocamente idealizzati, avevano visto l'altro con l'aiuto degli occhiali della fantasia, che serve a riempire le discrepanze fra i desideri e la realtà e ora, bruscamente, si trovano delusi e amareggiati. Che cosa è successo? E perché proprio ora?

Rispondiamo che è entrata in crisi la collusione. E' un termine che deriva dal latino cum-ludere, usato per designare l'accordo clandestino fra i gladiatori romani di non farsi troppo male nell'arena. Nel caso della coppia è un accordo reciproco inconscio nel quale ciascuno accetta di sviluppare solo delle parti di Sé, rinunciando a svilupparne altre che proietta sul compagno. Ad esempio, un' uomo in difficoltà con alcuni aspetti della sua identità maschile sceglie una donna grintosa e competitiva che lo solleva dalle necessità sgradite, come fare soldi e carriera oppure, più semplicemente, guidare la macchina. A sua volta la donna che ha delle difficoltà nella sua identificazione femminile sceglie un compagno bravo a cucinare e ad allevare i figli. Oppure, un uomo preciso e razionale ma che non riesce ad esprimere i suoi sentimenti sceglie una donna estroversa che però fatica a contenere le sue emozioni o viceversa. Si determina cioè un rapporto in cui ciascuno è complementare ai bisogni dell'altro.

Ciascuno dei partners viene inconsapevolmente delegato dall'altro ad esprimere una parte della sua personalità ed agisce in modo da compensare le carenze dell'altro. L'accordo prevede anche di essere rispettati nelle proprie difficoltà: vietato chiedermi di accudire i bambini se sento di non avere senso materno, vietato domandarmi di cambiare il rubinetto se manco di capacità pratiche. E' per questo che chi osserva una coppia a volte ha la sensazione di trovarsi davanti un'unica persona, una personalità congiunta in cui i confini individuali di un partner si sfaldano e si sovrappongono a quelli dell'altro, fenomeno che spesso si collega alla straordinaria somiglianza fisica che i partners assumono con il passare del tempo.

Quando questa divisione di compiti e di attitudini non è troppo rigida e consente una certa reversibilità, cioè uno scambio momentaneo delle funzioni, la coppia funziona in modo armonico ed è in grado di superare le piccole e grandi difficoltà della vita.
In altre parole quando nel gioco delle parti previsto dalla collusione la coppia è in grado di scambiarsi provvisoriamente i ruoli e di variare il copione quotidiano ha buone probabilità di durare, con reciproca soddisfazione dei partners. Quando invece i ruoli si irrigidiscono i partners si sentono reciprocamente espropriati di aspetti della propria personalità. Ciascuno si sente privato della sua libertà: "Sono stufo di dover essere sempre io a guidare la macchina anche quando sono stanco!"; "Non sopporto che lui non mi lasci mai guidare perché non si fida di me!". Nell'esempio citato la donna vorrebbe guidare, recuperando autonomia e autostima ma teme di non farcela e di perdere il vantaggio di un uomo che si prende cura di lei alleviandole le fatiche. Così approfitta delle difficoltà del compagno a mollare la posizione di controllo per lamentarsi del suo maschilismo, invece di offrire concretamente un'alternativa. Il compagno, invece, vorrebbe tanto lasciarsi andare ad una posizione di maggiore dipendenza ma, allo stesso tempo, teme la passività ed approfitta dei tentennamenti di lei per non cedere il volante.
Ciascuno proiettivamente attacca nell'altro una parte di sé: l'uomo attacca la passività della donna perché non è in grado di tollerare dentro di sé il bisogno di dipendenza, che interpreta come segno di fragilità e di debolezza; la donna attacca il decisionismo di lui perché non sopporta di assumersi i rischi di una maggiore responsabilità nel rapporto e l'insicurezza che ne consegue. Insomma, la coppia vorrebbe cambiare il copione ma non ci riesce. All'idealizzazione dell'altro ("Finalmente un cavaliere che mi viene a prendere e mi riaccompagna!"; "Che ragazza tenera, che si affida a me e mi fa sentire uomo!") subentra la delusione e l'amarezza.

La coppia, in questi casi, rischia di scoppiare. A volte lo scoppio avviene velocemente alle prime difficoltà a cui l'intimità raggiunta nel rapporto mette di fronte. Altre volte, addirittura, lo scoppio è preventivato: si dice: "Ho una storia", come quelle che si raccontano ai bambini, per tenere lontana la storia con la s maiuscola, che mette paura. Altre volte ancora, come nel caso delle coppie di più lunga durata, lo scoppio è preceduto da una fase sofferta che possiamo definire quella del "né con te né senza di te". Non si riesce a ritrovare l'equilibrio che si è interrotto, a causa del rancore e della disillusione ma non si riesce a fare a meno della dipendenza dall'altro. In questi casi, la via della autocritica e della comprensione dei propri errori, che offre all'altro la via della riconciliazione è preclusa e i rapporti rischiano di trascinarsi e di consumarsi nel vano tentativo di riprendere una comunicazione che non sia un giudizio o un'accusa nei confronti dell'altro. E' allora indicata una psicoterapia di coppia.

Emilio Masina

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