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Questione di concentrazione

Mario, insonne, spiega che per facilitare l’addormentamento chiude gli occhi e pensa alla sua barca a vela: Però non a quando naviga e si gode il viaggio, il sole e la brezza leggera che gli carezza la faccia, i riflessi del mare al tramonto oppure, quando è notte, lo splendore della luna piena.
Stare al timone è molto faticoso: bisogna rimanere concentrati a lungo, non ci si può distrarre e poi la tempesta è sempre in agguato. Lui, così, è sempre in porto che pensa a come migliorare la barca: alzare l’albero o mettere una seconda pinna. Eleonora, grande mangiona, stufa di fare la dieta per poi ingrassare di nuovo, ha deciso che lei è fatta così e non ce la fa a cambiare. Si è sottoposta ad un’operazione di riduzione dello stomaco e oggi, se mangia di più, si sente male.
Il giovane Ernesto, che ha un lavoro ben pagato e interessante si lamenta, dopo aver ricevuto un riscontro critico dal suo capo, di non aver combinato ancora niente nella vita: non ha fatto carriera e non ha una relazione affidabile con una donna. Passa ore davanti al computer, distraendosi e fantasticando di cambiare occupazione, magari spostandosi all’estero.
Nei week end perde tempo tra un locale e l’altro, con amici e ragazze improbabili. Invece di concentrarsi su se stesso per vedere cosa fare, come rimontare una situazione difficile, butta via il bambino con l’acqua sporca.
Lo psicoanalista inglese sull’ultimo venerdi di Repubblica dice che le persone devono smettere di essere troppo interessate a sé per aprirsi agli altri: “Lo scopo della psicoanalisi è quello di rendere le persone libere di dimenticare un po’ se stesse”. Io dissento: dimenticare se stessi, oppure gli altri, sono due facce della stessa medaglia. Più che dimenticarsi dell’uno o dell’altro polo (spesso, di tutti e due) bisogna fare la fatica, terribile, di continuare a pensarne le molteplici e sempre diverse forme di relazione e i prodotti che ne derivano.
A questo ci si allena con la psicoanalisi. Concentrarsi, pensare le proprie emozioni, tenere il timone anche durante la burrasca (e non rimanere sempre al riparo del porto- utero-rifugio-nascondiglio) vuol dire vivere la vita pienamente, reperire risorse per affrontare i limiti e cercare di migliorarsi. Si perde l’onnipotenza infantile ma ci si sente più uomini, più donne.
Emilo Masina

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