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Safer Internet Day 2017. Un punto di vista adulto.

Safer Internet Day è stata la giornata organizzata dalla Comunità Europea per un uso responsabile di Internet. Molti i partecipanti, 250 persone, tanti ragazzi adolescenti che hanno ascoltato e testimoniato della loro esperienza in rete. Nella cornice logistica del Campidoglio, forse non a caso, perchè rappresentativa della comunità della polìs, intesa, originariamente dai greci, come modello di struttura politica che prevedeva l'attiva partecipazione degli abitanti alla vita collettiva. 

Gli obiettivi della giornata sembrano aver evocato tale dimensione, non solo di partecipazione, ma di realizzazione nella costruzione e tutela del bene comune.
Gli adulti relatori : l’assessora alle politiche sociali, il leader Microsoft Italia e quella di Mondo Digitale, la Polizia Postale, lo psicoterapeuta scrittore sull’argomento, le insegnanti e noi di Rifornimento in volo, attraverso le parole di Marta, psicologa, che ha testimoniato l'importanza dell'ascolto del vissuto privato, soggettivo di chi agisce e subisce le maglie della rete virtuale. Un ascolto finalizzato ad una maggiore consapevolezza di Sé, con l’obiettivo di migliorare la lungimiranza di pensiero e azione.
Tutti gli interventi degli adulti hanno condiviso con i giovani l’esigenza di un utilizzo consapevole e responsabile di Internet. Esigenza nata dall'uso di uno strumento che promuove e facilita la parola condivisa, lo stare insieme e l'essere social, e, nel contempo, che nasconde il rischio di un’esposizione pubblica di Sé fallace e soprattutto irreversibile. Come ha sottolineato la Polizia Postale riguardo la difficoltà di rimuovere in modo definitivo contenuti che per la velocità della rete virtuale possono essere già stati condivisi e scaricati.
Dal vertice della nostra generazione, può tornare alla mente la gruppalità del muretto o della piazza, spesso limitrofe a casa o alla scuola, quali rappresentanti le prime istituzioni sociali. Il muretto e la piazza che consentivano una visibilità sotto gli occhi di tutti, un “metterci la faccia” in diretta, un’esposizione sociale non anonima, regolata dal luogo pubblico reale e dai nostri adulti di riferimento, attraverso la scansione di un tempo di ritorno allo spazio privato di ciascuno. Così veniva promosso quel movimento di andata e ritorno pubblico-privato a tutela del diritto/dovere di acquisire gradualmente quella consapevolezza e responsabilità di Sé stessi fondamento dell’individuo sociale.

Allora in questo senso, si può dire che Internet, la rete virtuale hanno cambiato la vita di noi adulti,mentre per i nostri ragazzi è parte di vita. Ci auguriamo sempre che sia solo parte, non la vita intera e, come in tutti i cambiamenti generazionali, ri-attiviamo e mettiamo in movimento quella funzione adulta che mira a sostenere e garantire la protezione della prole, della specie che rappresentano, appunto, il bene comune nella costruzione del quale ci sentiamo realizzati. Forse per questo i termini più spesi in tale consesso sono stati consapevolezza e responsabilità.

Consapevolezza di una rete sociale come piazza virtuale eterna, dove ciò che viene mostrato e/o scritto di Sé o dell’Altro resta per sempre e può diffondersi oltre il destinatario, ovunque. Spesso, se non sempre, rimane come marchio indelebile e posticcio di un’immagine pubblica scissa da quel Sé privato più autentico da cui si muovono la responsabilità di Sé stessi e il legame sociale, dimensioni fondanti il senso di comunità.
Consapevolezza e responsabilità che possono essere trasmesse solo se si sono conquistate in prima persona e quando il processo d’integrazione Sé pubblico/ privato sia sufficientemente avanzato.
Non è un processo semplice e concluso una volta per tutte. Purtroppo è sotto gli occhi di noi tutti, nelle cronache politiche e sociali quotidiane, quanto l’immagine di Sé pubblica possa essere scissa dal vissuto e dalla vita cosiddetta privata. Allora, ora più di prima, pare che la sfida più grande per noi sia quella di promuovere consapevolezza e responsabilità di Sé nelle giovani generazioni a garanzia di quel viaggio di A/R fra privato e pubblico che è continuo e obbligato dal nostro vivere in comunità sociali.


Mariangela Bezzi

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