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Il nostro quadro teorico

Il quadro teorico di riferimento che riteniamo più utile per comprendere la complessità delle dinamiche giovanili è quello psicoanalitico. In particolare ci ispiriamo al pensiero di Arnaldo Novelletto e dalla sua scuola (Gruppo Romano adolescenza prima e ora ARPAd, Associazione Romana per la Psicoterapia dell'Adolescenza) che nel corso di un lungo arco di tempo ha sviluppato uno specifico approccio all'adolescente problematico, differenziandolo da quelli adatti ai bambini, su un versante, e agli adulti sull'altro. Ricordiamo fra i molti concetti innovativi della scuola di Novelletto quello della "diagnosi lunga" (A. Novelletto) che si riferisce all'importanza di dare spazio all'adolescente perché l'immagine che egli ha di Sé possa evolvere da diagnosi segreta a diagnosi condivisa con il terapeuta consulente; del "compagno adulto" (Marco Lombardo Radice) relativo all'esperienza di accompagnamento da parte di giovani psicologi di adolescenti gravemente disturbati che consente loro di fare esperienza fuori dallo spazio ristretto della famiglia; della "terapia senza paziente" (Paola Carbone) che si riferisce al lavoro con i genitori che chiedono aiuto per un figlio, lavoro finalizzato a sostenere la coppia genitoriale nel focalizzare e restituire al figlio un'immagine più integrata di Sé che possa motivarlo alla consultazione psicologica. Esperienze preziose a cui facciamo riferimento sono il lavoro svolto da Gianluigi Monniello e Adriana Maltese con i gruppi di adolescenti presso il Servizio Adolescenza dell'Istituto di Neuropsichiatria Infantile dell'Università "La Sapienza" di Roma e quello di Mauro Ferrara e Ugo Sabatello presso il Reparto diurno dello stesso Istituto.
Non meno importanti sono i contributi scientifici maturati sia nell’ARPAd, con   Novelletto stesso, che nella cooperativa riguardo al lavoro inter- istituzionale che si è sviluppato nel tempo con diversi interlocutori importanti Come il Comune di Roma, il Tribunale dei Minori, I servizi territoriali. Il concetto di Mediazione Inter-istituzionale, rappresenta un cardine metapsicologico e uno strumento tecnico operativo, fondamentale e necessario per la comprensione dei disagi adolescenziali più gravi e per la comprensione delle dinamiche degli operatori che vi operano.
Fra gli Autori stranieri che ci hanno sostenuto sia con la loro presenza che con i loro scritti,  la nostra riconoscenza va ai francesi L. Renard, fra i primi a costruire, a Parigi,  un centro per adolescenti "cerniera" fra i servizi sociali e quelli sanitari, P. Jeammet , R. Cahn, P. Gutton agli inglesi del gruppo Tavistock e del Brent Center diretto da Laufer.
Particolarmente arricchente è stato il rapporto con la Cooperativa Minotauro di Milano che fra i primi ha sostenuto il nostro lavoro attraverso momenti di scambio e confronto sui modelli teorici e di intervento, in  grande sintonia fra il nostro approccio e l’approccio evolutivo e dei codici affettivi, che attraverso PietropolliCharmet si è creativamente declinato nel lavoro con gli adolescenti.
E’ nostra abitudine promuovere al nostro interno incontri di scambio scientifico e supervisioni e invitare colleghi prestigiosi e sensibili alle nostre cause scientifiche e sociali.  La nostra riconoscenza va a Stefano Bolognini che da Presidente della SPI ha offerto al nostro gruppo una supervisione clinica, ad   Anna Ferruta, Ordinaria e Didatta della SPI nonché segretaria nazionale del Training,  a Mauro Ferrara, a Manuela Fraire, a Vittorio Lingiardi,a Gianluigi Monniello che ci ha aiutato ad avviare il lavoro nelle istituzioni, a Pietropolli Charmet, a Giuseppe Riefolo. Questo solo per citare alcuni dei colleghi che più recentemente ci sono stati vicino.